Valvola cardiaca artificiale

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    La valvola cardiaca artificiale è un dispositivo impiantato per sostituire una valvola del cuore non più funzionante. Le valvole cardiache garantiscono che il sangue scorra in una sola direzione; quando una valvola si restringe (stenosi) o non chiude bene (insufficienza), il cuore lavora male e la circolazione ne risente. La protesi valvolare ripristina il flusso unidirezionale corretto.

    Esistono due grandi famiglie, con un compromesso fondamentale tra durata e necessità di terapia anticoagulante:

    TipoMaterialeDurataAnticoagulazione
    Meccanicacarbonio pirolitico, metallomolto lunga (decenni)a vita
    Biologicatessuto animale trattatolimitata (10-20 anni)spesso non necessaria

    Le valvole meccaniche sono estremamente durevoli, ma le loro superfici artificiali favoriscono la formazione di trombi: richiedono una terapia anticoagulante per tutta la vita, con i relativi rischi di emorragia. Le valvole biologiche (da pericardio bovino o valvole porcine trattate) hanno un comportamento più simile al naturale e in genere non richiedono anticoagulazione permanente, ma si degradano col tempo e vanno sostituite.

    Dal punto di vista ingegneristico, una valvola artificiale è un sofisticato problema di biomeccanica e fluidodinamica: deve aprirsi e chiudersi oltre 30 milioni di volte l’anno senza affaticarsi, generare il minimo disturbo al flusso (evitando turbolenze che danneggiano le cellule del sangue, l’emolisi) e ridurre i ristagni che favoriscono i trombi. Un’innovazione recente è la valvola impiantabile per via transcatetere (TAVI): viene rilasciata attraverso un catetere senza chirurgia a cuore aperto, estendendo il trattamento a pazienti ad alto rischio operatorio.

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