Lo stent è una piccola struttura tubolare a maglia, impiantata all’interno di un vaso sanguigno (o di altri condotti) per mantenerlo aperto dopo che è stato ristretto o ostruito. L’applicazione più diffusa è coronarica: dopo aver dilatato con un palloncino un’arteria ristretta da placca aterosclerotica (angioplastica), si rilascia lo stent che ne sostiene meccanicamente le pareti, impedendo il richiudersi del vaso.
Dal punto di vista ingegneristico, lo stent è un problema di biomeccanica dei materiali: deve essere abbastanza flessibile da raggiungere il sito attraverso un catetere, espandersi in modo controllato e poi fornire un supporto radiale sufficiente a contrastare la pressione del vaso, resistendo a fatica per milioni di cicli cardiaci.
| Tipo | Caratteristica |
|---|---|
| Stent metallico nudo (BMS) | maglia in acciaio o lega cobalto-cromo |
| Stent a rilascio di farmaco (DES) | rivestito con farmaco antiproliferativo |
| Stent bioriassorbibile | polimero che si dissolve nel tempo |
| Autoespandibile | in nitinol, si espande sfruttando la memoria di forma |
Il problema clinico principale è la restenosi: la riproliferazione di tessuto all’interno dello stent che richiude il vaso. Gli stent a rilascio di farmaco (DES) la contrastano cedendo gradualmente un principio attivo che inibisce la crescita cellulare. Gli stent in nitinol (lega nichel-titanio) sfruttano la memoria di forma: compressi a bassa temperatura nel catetere, riassumono la forma espansa una volta rilasciati nel corpo. Lo stent è un esempio emblematico di dispositivo dove biomeccanica, scienza dei materiali e farmacologia convergono.