Monitoraggio glicemico continuo

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    Il monitoraggio glicemico continuo (CGM, Continuous Glucose Monitoring) è la tecnologia che misura il livello di glucosio in modo continuo e automatico, tramite un piccolo sensore indossabile applicato sulla pelle. Ha trasformato la gestione del diabete, sostituendo le singole misurazioni puntuali con un flusso continuo di dati e tendenze.

    A differenza del glucometro classico, che richiede una goccia di sangue per ogni misura, il CGM usa un sensore con un filamento inserito nel tessuto sottocutaneo, che misura il glucosio nel liquido interstiziale (non direttamente nel sangue). Il principio di rilevamento è in genere elettrochimico, come nei biosensori: l’enzima glucosio-ossidasi reagisce col glucosio producendo un segnale elettrico proporzionale alla concentrazione.

    ComponenteFunzione
    Sensore sottocutaneomisura il glucosio interstiziale
    Trasmettitoreinvia i dati a un ricevitore o smartphone
    Software/appmostra valori, tendenze e allarmi

    Un aspetto ingegneristico chiave è che il glucosio interstiziale segue con ritardo quello sanguigno (alcuni minuti): gli algoritmi devono tenerne conto, soprattutto durante variazioni rapide. La calibrazione e la compensazione di questo ritardo sono critiche per l’accuratezza.

    Il valore aggiunto non è solo il singolo numero, ma le tendenze: il CGM mostra se la glicemia sta salendo o scendendo e quanto in fretta, con allarmi per iper- e ipoglicemia anche notturne. Integrato con un microinfusore di insulina e un algoritmo di controllo, realizza il pancreas artificiale (sistema ad ansa chiusa): il sistema misura la glicemia, calcola e somministra l’insulina automaticamente, un esempio di controllo in retroazione applicato alla fisiologia. È un caso emblematico di dispositivo che unisce biosensoristica, elettronica indossabile, algoritmi e connettività.

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