Biocompatibilità

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    La biocompatibilità è la proprietà di un materiale o dispositivo di svolgere la propria funzione in un contesto biologico generando una risposta appropriata da parte dell’organismo ospite, senza provocare effetti tossici, immunogenici o cancerogeni.

    La valutazione della biocompatibilità segue lo standard ISO 10993, che prescrive una batteria di test in funzione della durata e della natura del contatto:

    • citotossicità: verifica che il materiale non uccida le cellule in vitro;
    • sensibilizzazione: valuta il potenziale allergenico;
    • irritazione: misura la reazione infiammatoria locale;
    • genotossicità e cancerogenicità: per impianti a lungo termine.

    I materiali biocompatibili di largo uso ingegneristico includono:

    ClasseEsempiApplicazione
    MetalliTi-6Al-4V, CoCrMo, acciaio 316LProtesi ortopediche, stent
    CeramiciIdrossiapatite, allumina, zirconiaRivestimenti ossei, corone dentali
    PolimeriUHMWPE, PTFE, siliconeInserti articolari, cateteri

    Il titanio e le sue leghe sono considerati il riferimento per gli impianti metallici grazie alla formazione spontanea di uno strato di ossido \text{TiO}_2 passivante, chimicamente inerte e che favorisce l’osteointegrazione, ovvero la crescita diretta dell’osso sulla superficie dell’impianto senza interposizione di tessuto fibroso.

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