Poli, zeri e risposta nel tempo: esercizi svolti

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    I poli di un sistema determinano la forma della sua risposta nel tempo: poli reali danno modi esponenziali, poli complessi coniugati danno oscillazioni smorzate. Questa scheda collega la posizione dei poli nel piano s ai parametri pratici della risposta: costante di tempo, sovraelongazione, tempo di assestamento.

    Forma canonica del secondo ordine:

    G(s)=\dfrac{\omega_n^2}{s^2+2\zeta\omega_n s+\omega_n^2},

    con \omega_n pulsazione naturale e \zeta smorzamento.

    1. Costante di tempo di un primo ordine

    Esercizio. Un sistema del primo ordine G(s)=\dfrac{5}{2s+1}. Trovare costante di tempo e guadagno statico.

    Riportando in forma canonica \dfrac{K}{\tau s+1}:

    K=5,\qquad \tau=2\ \text{s}.

    Il polo è in s=-1/\tau=-0{,}5. La risposta al gradino raggiunge il 63\% del valore finale dopo \tau=2\,s e si considera esaurita dopo \approx5\tau=10\,s.

    2. Pulsazione naturale e smorzamento dai poli

    Esercizio. Un sistema ha poli in s=-2\pm j3. Ricavare \omega_n e \zeta.

    Passo 1 — pulsazione naturale (modulo del polo):

    \omega_n=\sqrt{2^2+3^2}=\sqrt{13}=3{,}61\ \text{rad/s}.

    Passo 2 — smorzamento (la parte reale è -\zeta\omega_n):

    \zeta=\dfrac{2}{\omega_n}=\dfrac{2}{3{,}61}=0{,}55.

    0<\zeta<1 → sistema sottosmorzato: la risposta oscilla prima di assestarsi.

    -4 -3 -2 -1 0 1 -3 0 3 parte reale Re(s) parte immaginaria Im(s) polo -2+j3 polo -2-j3 ζωn=2 origine
    • triangolo di lettura: ζωn=2, ωd=3, ωn=√13
    Lettura dei poli nel piano s. La distanza dall’origine dà ωn, la coordinata verticale dà la pulsazione smorzata ωd, la parte reale negativa determina il decadimento dell’inviluppo.

    3. Classificazione dello smorzamento

    Esercizio. Per G(s)=\dfrac{\omega_n^2}{s^2+2\zeta\omega_n s+\omega_n^2}, classificare la risposta secondo \zeta.

    I poli sono s=-\zeta\omega_n\pm\omega_n\sqrt{\zeta^2-1}:

    • \zeta=0 → oscillazione non smorzata (poli immaginari puri);
    • 0<\zeta<1sottosmorzato, oscillazioni decrescenti (poli complessi);
    • \zeta=1criticamente smorzato, più rapido senza oscillare (poli reali coincidenti);
    • \zeta>1sovrasmorzato, due esponenziali, lento (poli reali distinti).

    Il caso più usato nel progetto è \zeta\approx0{,}7: buon compromesso tra rapidità e oscillazione contenuta.

    4. Sovraelongazione massima

    Esercizio. Per il sistema del punto 2 (\zeta=0{,}55), calcolare la sovraelongazione percentuale al gradino.

    La sovraelongazione massima dipende solo da \zeta:

    S\%=100\,e^{-\pi\zeta/\sqrt{1-\zeta^2}}=100\,e^{-\pi\times0{,}55/\sqrt{1-0{,}55^2}}.

    Calcolo dell’esponente: \sqrt{1-0{,}3025}=\sqrt{0{,}6975}=0{,}835, quindi -\pi\times0{,}55/0{,}835=-2{,}07:

    S\%=100\,e^{-2{,}07}=100\times0{,}126=12{,}6\%.

    L’uscita supera il valore finale di circa il 13\% prima di assestarsi. Più \zeta è basso, più la sovraelongazione cresce.

    5. Tempo di assestamento

    Esercizio. Per il sistema del punto 2 (\zeta=0{,}55, \omega_n=3{,}61\ \text{rad/s}), stimare il tempo di assestamento al 2\%.

    Il tempo di assestamento al 2\% si stima con il decadimento dell’inviluppo e^{-\zeta\omega_n t}:

    t_a\approx\dfrac{4}{\zeta\omega_n}=\dfrac{4}{0{,}55\times3{,}61}=\dfrac{4}{1{,}99}=2{,}0\ \text{s}.

    Dipende dalla parte reale dei poli (\zeta\omega_n=2): più i poli sono a sinistra nel piano s, più rapido l’assestamento. Coerente: i poli sono -2\pm j3, parte reale -2.

    6. Pulsazione delle oscillazioni

    Esercizio. Per lo stesso sistema, qual è la frequenza delle oscillazioni smorzate?

    La pulsazione smorzata è la parte immaginaria dei poli:

    \omega_d=\omega_n\sqrt{1-\zeta^2}=3{,}61\times0{,}835=3{,}01\ \text{rad/s}.

    Coerente con i poli -2\pm j3: la parte immaginaria \approx3 è proprio \omega_d. Il periodo delle oscillazioni è T=2\pi/\omega_d\approx2{,}1\,s.

    7. Effetto dei poli dominanti

    Esercizio. Un sistema ha poli in s=-1 e s=-10. Quale governa la risposta e perché?

    Il polo in s=-1 ha costante di tempo \tau_1=1\,s; quello in s=-10 ha \tau_2=0{,}1\,s. Il modo associato a s=-10 si esaurisce dieci volte più in fretta:

    e^{-10t}\ \text{trascurabile quando}\ e^{-t}\ \text{è ancora attivo.}

    Il polo in s=-1 è dominante: detta la risposta complessiva. Regola pratica: un polo si può trascurare se è almeno 5–10 volte più veloce dei poli dominanti. Permette di approssimare sistemi di ordine alto con modelli ridotti.

    8. Effetto di uno zero

    Esercizio. Confrontare qualitativamente G_1(s)=\dfrac{1}{s+1} con G_2(s)=\dfrac{s+0{,}5}{s+1}: che effetto ha lo zero in s=-0{,}5?

    Lo zero non sposta i poli (la dinamica di base resta e^{-t}) ma altera l’andamento iniziale: aggiunge un termine proporzionale alla derivata della risposta. Effetti tipici:

    • uno zero a sinistra (parte reale negativa) accelera la risposta e può aumentare la sovraelongazione;
    • uno zero a destra (parte reale positiva, sistema a fase non minima) provoca una risposta inversa iniziale: l’uscita parte nella direzione sbagliata.

    Gli zeri non determinano la stabilità (la decidono i poli) ma modellano la forma del transitorio.

    Errori comuni

    • Confondere \omega_n con \omega_d. \omega_n è il modulo del polo (pulsazione naturale), \omega_d=\omega_n\sqrt{1-\zeta^2} è la frequenza effettiva delle oscillazioni: coincidono solo se \zeta=0.
    • Legare il tempo di assestamento a \omega_n. t_a dipende dalla parte reale \zeta\omega_n, non da \omega_n da solo: due sistemi con stesso \omega_n ma \zeta diversi si assestano in tempi diversi.
    • Credere che gli zeri spostino i poli. Gli zeri modellano il transitorio ma non cambiano stabilità né poli; un sistema resta stabile o instabile per i suoi poli.
    • Dimenticare la fase non minima. Uno zero a parte reale positiva dà risposta inversa iniziale: ignorarlo porta a regolatori troppo aggressivi che peggiorano il sistema.

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