Resistenza indotta

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    La resistenza indotta è la componente di resistenza associata alla generazione di portanza in un’ala finita. Nasce dal downwash e dai vortici di estremità, che inclinano all’indietro la risultante aerodinamica.

    Un profilo bidimensionale non si comporta come un’ala reale finita: alle estremità dell’ala si generano vortici, downwash e resistenza indotta.

    In forma classica:

    C_{D_i} = \frac{C_L^2}{\pi e AR}

    dove C_L è il coefficiente di portanza, e il fattore di efficienza di Oswald e AR l’allungamento alare.

    L’allungamento alare è:

    AR=\frac{b^2}{S}

    dove b è l’apertura alare e S la superficie. A parità di C_L, un’ala più allungata produce meno resistenza indotta perché genera vortici di estremità meno penalizzanti rispetto alla portanza complessiva.

    La forma ideale della distribuzione di portanza lungo l’apertura è ellittica. In quel caso e tende a 1; distribuzioni meno efficienti, interferenze, fusoliera, rastremazione, svergolamento e dispositivi di estremità riducono l’efficienza effettiva.

    A bassa velocità serve molto C_L e cresce l’indotta; ad alta velocità cresce invece la resistenza parassita perché cresce la pressione dinamica:

    q=\frac{1}{2}\rho V^2

    Questo spiega perché la resistenza totale abbia spesso un minimo a velocità intermedie: andando troppo piano cresce l’indotta, andando troppo veloce cresce la parassita.

    Per ridurre la resistenza indotta si aumentano allungamento, efficienza della distribuzione di portanza o si usano dispositivi di estremità, tenendo conto dei vincoli strutturali. Ali molto allungate sono efficienti ma più impegnative per peso, flessione, aeroelasticità e ingombro.

    Un errore comune è pensare che la resistenza indotta sia causata solo dai winglet. I winglet possono ridurla o redistribuirla, ma la causa fondamentale è la generazione di portanza da parte di un’ala finita.

    Vedi anche: Allungamento alare, Polare aerodinamica.

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