L’allungamento alare (in inglese aspect ratio, AR) è un parametro adimensionale che caratterizza la forma in pianta di un’ala. È definito come:
dove è l’apertura alare e la superficie alare. Per un’ala rettangolare di corda , la definizione si semplifica in .
L’allungamento alare governa direttamente la resistenza indotta: ali ad alto allungamento (es. alianti, AR ≈ 20–30) riducono l’intensità dei vortici di estremità e minimizzano la resistenza indotta. Il coefficiente di resistenza indotta per un’ala ellittica vale:
dove è il fattore di Oswald (), che tiene conto della distribuzione di portanza non ideale.
Ali a basso allungamento (caccia militari, AR ≈ 2–4) privilegiano la manovrabilità e la resistenza strutturale a scapito dell’efficienza aerodinamica, risultando vantaggiose nel volo supersonico dove la resistenza d’onda predomina su quella indotta.
Efficienza aerodinamica e allungamento
L’efficienza aerodinamica (finezza) di un’ala è massimizzata riducendo la resistenza indotta. Per un’ala con distribuzione ellittica della portanza, la resistenza indotta è minima e il fattore di Oswald vale . In condizioni di crociera, l’allungamento ottimale bilancia resistenza indotta (decresce con AR) e resistenza parassita (cresce con l’apertura per maggior bagnatura):
dove è la resistenza di attrito e forma.
Tradeoff strutturale
Ali ad alto allungamento sono più efficienti aerodinamicamente ma impongono carichi flettenti maggiori alla radice (momento flettente proporzionale a ). Questo aumenta il peso strutturale e abbassa la frequenza propria del primo modo di flessione, avvicinandola alla soglia del flutter aeroelastico. Negli alianti da competizione (AR ≈ 30–40) il materiale composito in fibra di carbonio consente di reggere questi carichi mantenendo peso basso. Nei caccia militari la necessità di strutture robuste e manovrabilità a bassa velocità è secondaria alla resistenza d’onda supersonica, favorita da AR basso.
Vedi anche: Angolo di Attacco.