Biologia

Isotropia

Il termine isotropia (dal greco isos, ἴσος, “uguale” e tropos, τρόπος, “via”) trova diverse definizioni a seconda del campo di interesse. L’opposto dell’isotropia è l’anisotropia. In Matematica abbiamo le seguenti definizioni: Varietà isotropiche (geometria): una varietà è un isotropo se la geometria è la stessa indipendentemente dalla direzione. Un concetto simile è l’omogeneità. Forma quadratica isotropa: una …

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Tessuto connettivo

I tessuti connettivi sono definiti tali per la loro funzione di connettere, funzionalmente e strutturalmente, altri tessuti all’interno dell’organismo. Fornisce supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti, per questo motivo è stato proposto il termine di “tessuto di supporto”. Sono anche considerati tessuti a funzione trofica (in quanto attraverso di essi avvengono gli scambi nutritizi) …

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Metodo scientifico

Il metodo scientifico è il metodo o procedimento sperimentale tipico con cui è possibile procedere per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Il metodo scientifico passo-passo Il metodo scientifico o sperimentale si articola principalmente in due fasi: fase induttiva (cioè dallo studio di dati sperimentali si giunge alla formulazione di una …

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Tessuto nervoso

Il tessuto nervoso è formato dai neuroni (cellule eccitabili) e da cellule non eccitabili, che nel loro insieme costituiscono la neuroglia (o nevroglia, vedi cellule della glia) con funzioni di sostegno, nutrizione, di facilitazione nella conduzione dell’impulso nervoso. Il tessuto nervoso si trova nel cervello, nel midollo spinale e nei nervi. È responsabile del coordinamento …

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Totipotenza

La totipotenza, è la capacità di una singola cellula staminale di dare origine a tutti i diversi tipi cellulari di un organismo. In altre parole, è la capacità di una singola cellula di dividersi e produrre tutte le cellule differenziate di un organismo. Grammatica Sostantivo femminile singolare. Etimologia Dal latino totipotentia, “capacità per tutte le …

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Amphibia [anfibio]

Gli anfibi sono vertebrati tetrapodi ectotermi della classe Amphibia. Tutti gli anfibi viventi appartengono al gruppo Lissamphibia. Abitano una grande varietà di habitat, con la maggior parte delle specie che vivono in ecosistemi terrestri, fossili, arboricoli o acquatici d’acqua dolce. Così gli anfibi iniziano tipicamente come larve che vivono in acqua, ma alcune specie hanno …

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Adattamento

In biologia ed ecologia, l’adattamento si riferisce al processo di adattamento nel comportamento, nella fisiologia o nella struttura per diventare più adatto a un ambiente. Può anche essere definito come lo stato raggiunto dalla popolazione biologica che subisce aggiustamenti o cambiamenti. Può anche riferirsi al tratto che ha reso la specie più adatta all’ambiente. Il …

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Anatomia

L’anatomia (dal greco ἀνατομή, anatomē, “dissezione”, da ἀνατέμνω anatémnō “taglio, apro” da ἀνά aná “su”, e τέμνω témnō “taglio”) è la branca della Biologia che si occupa dello studio della struttura degli organismi e delle loro parti (lo studio della forma negli animali, nelle piante e in altri organismi, o specificamente nell’uomo). Semplicemente, lo studio …

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Steroidi

Gli steroidi sono sostanze ormonali, prodotte dall’organismo tramite le ghiandole surrenali, che si trovano al di sopra dei reni, e dagli organi riproduttori. Esistono molti tipi di steroidi, ognuno dei quali ha un’azione diversa sull’organismo. Gli steroidi rappresentano le famiglie di quei composti organici, solidi ed in genere facilmente cristallizzabili, largamente diffusi in natura. Strutturalmente sono …

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Fosfolipidi

I fosfolipidi svolgono funzioni fisico-chimiche delicate e di grandissima importanza biologica grazie ai rapporti che le loro molecole contraggono con l’acqua. Queste molecole, infatti, portano da un lato catene idrocarburiche più o meno lunghe dotate di nette proprietà idrofobiche, mentre dall’altra parte hanno una testa altrettanto nettamente idrofila costituita dal gruppo fosfato: la loro conformazione …

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Cera

Le molecole delle cere hanno la proprietà di limitare o impedire la perdita di acqua, anche se disposte in sottilissimi strati monomolecolari: nei paesi aridi le foglie (o i fusti) di molte piante sono coperte di cera (l’agave rappresenta un esempio molto noto); altrettanto avviene per alcuni frutti: prugne ed uva, ad esempio; a tutte …

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Lipidi

I lipidi (dal greco λίπος, lìpos, «grasso»), comunemente chiamati grassi, sono sostanze di natura varia caratterizzate dall’untuosità, dalla solubilità in acqua nulla o molto scarsa e dall’ottima solubilità nei solventi che hanno molecole non polari quali gli idrocarburi, il tetracloruro di carbonio, l’etere. I lipidi importanti per la biologia comprendono: i trigliceridi: esteri di acidi …

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Sarcodini (sarcodina)

I sarcodini (sec. XIX; dal greco sarkṓdēs, carnoso) appartengono alla classe sarcodina, sono protozoi caratterizzati dalla presenza di pseudopodi (cioè emissioni di membrana citoplasmatica che ne consentono la locomozione e la cattura di alimenti); hanno forma ameboide, presentano cioè caratteristiche strutturali che li rendono idonei a strisciare sul fondo e a nutrirsi mediante fagocitosi. Queste attitudini …

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Fungo

I funghi (dal latino fungi, Carl Nilsson Linnaeus 1753) o miceti (dal greco μύκης, mykes) rappresentano un regno di organismi eucarioti, unicellulari e pluricellulari a cui appartengono anche i lieviti e le muffe. Il regno dei funghi comprende un’enorme biodiversità, che è stata stimata tra 2,2 e 3,8 milioni di specie. Il regno dei funghi …

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Biologia molecolare

La Biologia Molecolare è una branca della Biologia che studia gli esseri viventi a livello dei meccanismi molecolari alla base della loro fisiologia, concentrandosi in particolare sulle interazioini tra le macromolecole, ovvero proteine e acidi nucleici (DNA e RNA). I meccanismi che sottendono la fine regolazione del flusso dell’informazione genetica rappresentano uno dei punti più …

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Virologia

La Virologia è la disciplina che studia i virus, gli unici organismi che non possono riprodursi da soli ma solo grazie all’intermediazione di cellule. Questa disciplina ha una notevole importanza medica, ma anche teorica, in quanto le ricerche sui virus hanno un ruolo notevole nello sviluppo della genetica molecolare. I virus sopravvivono utilizzando le cullule in …

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Sierologia

La sierologia è una branca della Microbiologia che spazia trasversalmente nelle sue diverse branche: batteriologia, virologia, micologia e parassitologia. Il settore si occupa della ricerca degli anticorpi diretti verso la maggior parte degli agenti patogeni, batterici, virali e parassitari, vengono inoltre eseguite ricerche specifiche e controlli sull’efficacia delle vaccinazioni (Epatite-B, Tetano, Rosolia). Mentre gli approcci …

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Batteriologia

La batteriologia è una branca della Biologia che si occupa dello studio dei microrganismi, detti anche batteri, sotto il profilo morfologico, chimico e funzionale. Lo studio dei microrganismi effettuato in laboratorio, sfrutta la loro coltivazione in terreni speciali di coltura, i quali hanno lo scopo di fornire ai batteri tutti gli elementi fondamentali per il …

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Biotico

Col termine biotico (dal greco βιωτικός, biotikós → biotico, da βιως, bios → vita e τικόν, tikón → relativo a) si intende la totalità delle caratteristiche che qualificano l’esistenza degli organismi viventi (struttura, organizzazione, eccetera); che ha una determinata forma di vita, concernente gli organismi viventi e i processi vitali; sinonimo di biologico, ma con …

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Trigliceridi

I trigliceridi (detti anche triacilgliceroli) sono esteri neutri del glicerolo in cui al posto degli atomi di idrogeno dei gruppi ossidrilici sono presenti le catene di tre acidi grassi (strutturalmente sono formati da tre molecole di acidi grassi e una di glicerolo e poiché gli acidi grassi derivano dalla digestione dei grassi alimentari ed il …

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Aborale

In Anatomia, con il termine aborale (letteralmente «che sta lontano dalla bocca»: parola composta, di origine latina, derivata da ab → da e os, oris → bocca; il suo contrario è adorale o, semplicemente, orale) si indica la direzione o la posizione opposta a quella della bocca, il polo opposto al polo orale: parlando di …

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Muscolo

Con il termine muscolo (dal latino musculus) si identifica un organo composto in prevalenza da tessuto muscolare, composto da fibre specifiche (dette fibre muscolari, dotate di capacità contrattile), le quali sono classificate in fibre bianche, ossia quelle a contrazione rapida che garantiscono velocità, e fibre rosse, fibre specializzate in contrazione lenta garantendo resistenza. All’interno del …

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Biologia

La Biologia è la scienza che studia gli organismi viventi, descrivendo e classificando la loro forma, indagando sui processi fisici e chimici dei fenomeni che caratterizzano i sistemi viventi e che si verificano al loro interno, inclusa la loro biochimica, meccanismi molecolari, genetica, anatomia, fisiologia, nonché processi emergenti come adattamento, sviluppo, evoluzione, interazione tra gli organismi e comportamento; mettendoli …

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Proteina

Le proteine sono macromolecole biologiche costituite da catene di amminoacidi legati uno all’altro da un legame peptidico, ovvero un legame tra il gruppo amminico di un amminoacido e il gruppo carbossilico dell’altro amminoacido, creato attraverso una reazione di condensazione con perdita di una molecola d’acqua: le proteine svolgono una vasta gamma di funzioni all’interno degli …

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Metabolismo

In Biochimica il metabolismo (dal greco μεταβολή → mutazione, cambiamento) rappresenta il complesso delle trasformazioni chimiche, degli effetti energetici concomitanti e dei fenomeni fisici che avvengono nelle cellule e nei tessuti di un organismo vivente, e che assicurano la conservazione e il rinnovamento della materia biologica vivente. Queste reazioni catalizzate da enzimi consentono agli organismi …

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Microbiota

Un microbiota dal greco μικρός (mikrós → piccolo) e βιοτή (biotḗ → biota), derivato da βίος (bios → vita, che vive) e –ώτης (-ṓtēs → suffisso derivativo di nomi e aggettivi etnici, relativo a popolazioni).

Eucromatico

In Biologia, il nucleo cellulare si definisce eucromatico quando appare chiaro (cromatina despiralizzata). La presenza contemporanea di nucleo eucromatico e nucleolo evidente (associata a forte basofilia citoplasmatica) è indice di attiva sintesi proteica nella cellula.

Cellula pigmentata

Le cellule pigmentate anche se presenti nel tessuto connettivo, non sono vere cellule connettivali, in quanto non derivano dal mesenchima ma dalla cresta neurale, dalla quale migrano (durante la vita embrionale) verso la loro definitiva destinazione, dove sono in grado di moltiplicarsi. Nel derma cutaneo dei Mammiferi ed Uccelli sono presenti cellule pigmentate, i melanofori …

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Cellula ossintica

Le cellule ossintiche sono cellule ghiandolari della mucosa gastrica secernenti acido cloridrico, dal greco ὀξύνω (oxýno → rendere acido). dette anche cellule delomorfe, da δῆλος (dêlos → evidente) e –μορϕος (morphos → a forma di) o cellule parietali; fanno parte delle ghiandole gastriche e sono responsabili della secrezione di acido cloridrico e del fattore intrinseco …

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Cellula di Paneth

Le cellule di Paneth sono cellule situate nella mucosa dell’intestino tenue, alla base delle cripte di Lieberkühn, che producono alcune tipologie di enzimi proteolitici presenti nel succo intestinale; devono il loro nome al fisiologo austriaco Joseph Paneth: queste presentano nel citoplasma numerosi granuli contenenti proteine quali il lisozima, importante antibatterico, che conferisce a queste cellule …

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Cellula mastoidea

Le cellule mastoidee sono piccole cavità, comunicanti fra loro, delle quali le più importanti sono scavate nella parte del processo mastoideo formata dallo squamoso (cellule squamose) e in quella formata dal periotico (cellule petrose); le cellule squamose possono spingersi anche nella radice del processo zigomatico mentre quelle petrose possono raggiungere l’osso occipitale e svilupparsi nello …

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Cellula dendritica

Il principale ruolo delle cellule dendritiche è quello di catturare l’antigene nei tessuti e muoversi nei tessuti linfoidi secondari dove si stabilizzano nelle aree T e presentano l’antigene processato ai linfociti T naive. Nate nel midollo osseo, colonizzano i tessuti dove risiedono e svolgono attività di fagocitosi: queste cellule vengono attivate dalla fagocitosi di sostanze …

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Cellula presentante l’antigene (APC)

Le cellule APC (cellule che presentano l’antigene, dall’inglese Antigen-Presenting Cell) sono cellule immunitarie deputate a legarsi agli antigeni per “presentarli”, dopo una serie di elaborazioni degli stessi, ai linfociti T; tale funzione viene svolta da tre differenti tipi di cellule: le cellule dendritiche, che esercitano il ruolo più importante e determinante, i macrofagi ed i …

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Cellula staminale

Le cellule staminali sono cellule primitive non ancora dotate di specializzazione, ma capaci di trasformarsi in diversi tipi di cellule del corpo, con funzioni speciali attraverso un processo denominato differenziamento cellulare. Tipologie di cellule staminali Cellule totipotenti: in grado di diventare parte di qualunque tessuto organico; Cellule pluripotenti: possono trasformarsi in cellule di molti organi …

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Cellula del Purkinje

Le cellule del Purkinje, dette anche neuroni di Purkinje, sono una classe di neuroni GABAergici (ovvero utilizzanti il neurotrasmettitore GABA) situati nella corteccia cerebellare, più precisamente nella parte intermedia della stessa, lo strato gangliare: svolgono un’azione inibitoria che regola i movimenti complessi e coordinati, impedendo un movimento troppo brusco; prendono il nome dal loro scopritore, …

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Cellule della glia

Alle cellule della glia, (dette anche cellule gliali o neuroglia) nel loro insieme, si riconoscono le seguenti funzioni: sostegno dei pirenofori e delle loro arborizzazioni; partecipazione alla mielinizzazione delle fibre nervose; funzione di “isolante” nei confronti di neuroni e fibre nervose; intervento nella riparazione delle lesioni (proliferando e sostituendo i neuroni distrutti); funzioni trofiche; partecipazione …

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Tessuto cartilagineo (cartilagine)

La cartilagine è una forma specializzata di tessuto connettivo, con funzioni di sostegno e di protezione. Forma lo scheletro dei Vertebrati durante la vita embrionale ed è sostituita nell’individuo adulto dal tessuto osseo. Fanno eccezione i pesci cartilaginei (Condroitti), nei quali anche durante la vita adulta è presente uno scheletro cartilagineo, quasi del tutto calcificato. Elementi istologici del …

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Condroblasto

I condroblasti sono cellule deputate alla costruzione del tessuto cartilagineo. Possono avere origine dalle cellule mesenchimali presenti nei centri di formazione della cartilagine, o dalle cellule condrogeniche dello strato interno del pericondrio e sono in grado di dividersi e sintetizzare i vari costituenti della sostanza fondamentale. I condroblasti sono cellule globose, con nuclei piccoli e citoplasma basofilo …

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Glicosilazione

La glicosilazione è una delle principali modifiche post-traduzionali delle proteine. Avviene in organismi eucariotici, ma non nei batteri. Consiste nell’aggiunta di zuccheri alla struttura della proteina, e può avere svariate funzioni: targeting: indirizza le proteine verso la sede bersaglio (ad esempio la membrana cellulare); folding: l’assenza dei residui di zuccheri impedisce il corretto ripiegamento della …

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Cheratina

La cheratina è una proteina filamentosa ricca di zolfo, con domini ad α-elica superavvolti a due a due (coiled coil), insolubili nei comuni solventi e polimerizzando per auto-assemblaggio, danno i filamenti intermedi specifici per ogni epitelio (tutti gli epiteli possiedono cheratina, ma diversa e/o in quantità minore). Sono presenti numerosi gruppi solfato (cisteine), che creano …

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Cheratinizzazione

La cheratinizzazione è la specializzazione tipica del tessuto piatto pluristratificato, data dalla presenza di cheratine in gran quantità nelle cellule dello strato più esterno. La cheratinizzazione permette ai tessuti di resistere anche all’essiccamento. Anomalie della cheratinizzazione Le anomalie della cheratinizzazione sono un gruppo di patologie cutanee caratterizzate da alterazioni qualitative o quantitative, classificate come segue: ipercheratosi; paracheratosi; discheratosi. Voci …

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Discheratosi

La discheratosi è un’alterazione dello sviluppo delle cellule epiteliali che consiste in un processo di cheratinizzazione nelle cellule dell’epidermide (strato malpighiano); processo che avviene in modo precoce o imperfetto o irregolare, con perdita di ogni rapporto con le cellule contigue, determinando alterazioni nella forma delle cellule e nella regolare stratificazione delle stesse. Interessa l’epidermide ma può svilupparsi …

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Paracheratosi

La paracheratosi è una modifica cellulare che avviene normalmente a seguito di un’infiammazione. Si verifica con un aumento dello spessore dell’epitelio, conseguente in genere ad uno stimolo infiammatorio/irritativo ripetuto, che può essere di natura chimica, fisica o meccanica. Le cellule presentano residui nucleari fusiformi negli strati più superficiali. La paracheratosi è il passaggio diretto delle …

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Ipercheratosi

L’ipercheratosi è un aumento eccessivo dello strato epiteliale della cute (ispessimento) causato dall’iperproliferazione e relativo accumulo dei cheratinociti. I cheratinociti si formano sullo strato basale dell’epidermide e vengono espulsi terminando il loro ciclo (40 giorni) dalla superficie cutanea attraverso il processo di desquamazione, ormai privi di nucleo e saturi di cheratina. Tipologie di ipercheratosi Le …

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Tessuto cordoide

Il tessuto cordoide è un tessuto di sostegno, a volte erroneamente classificato come tipo particolare di tessuto cartilagineo. Costituisce la corda dorsale (notocorda), presente durante lo sviluppo embrionale in tutti i Cordati; in alcuni vertebrati la corda dorsale può restare anche nell’individuo adulto, in rapporto con lo scarso sviluppo delle vertebre; nei Mammiferi si riduce …

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Sincizio

In Citologia, si definisce sincizio (dal greco: σύν syn “insieme” e κύτος kytos “scatola, cioè cellula”) la fusione di due o più cellule tra loro, con la formazione di una sola cellula multinucleata. Il risultato della fusione di più cellule, inizialmente separate, crea una massa protoplasmatica con più nuclei, chiamata sincizio vero (o sincizio anatomico), come nel caso dei miociti del muscolo …

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Desmosoma (macula adherens)

I desmosomi, noti anche come maculae adherentes (al singolare macula adherens che in latino significa “punto di adesione”) sono complessi proteici specializzati che si localizzano nelle giunzioni intercellulari e sono responsabili del mantenimento dell’integrità meccanica dei tessuti. Il termine “desmosoma” è stato coniato da Josef Schaffer nel 1920, deriva dal greco desmo (legame) e soma (corpo). I desmosomi sono una tipologia …

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Giunzione cellulare

Le giunzioni cellulari servono a mantenere l’adesione tra le cellule dell’epitelio o tra le cellule e la matrice, e possono essere di due tipi:  Adesione tramite proteine di membrana specifiche (specie della famiglia delle immunoglobuline: ICAM Molecole di Adesione Intercellulare, NCAM neuronali, ECAM epiteliali, JAM giunzionali, VCAM vascolari, PECAM endoteliale-piastriniche); Adesione tramite aree specializzate della membrana cellulare (giunzioni intercellulari). Le giunzioni cellulari …

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Sistema emopoietico

Il sistema emopoietico è l’insieme degli organi e dei tessuti responsabili dell’emopoiesi, in cui avviene la produzione degli elementi corpuscolari del sangue, attraverso successive trasformazioni di un’unica cellula progenitrice detta emoblasto. Nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, prima ancora della formazione del fegato, allo svolgimento di tale funzione provvedono particolari cellule mesenchimali delle pareti vascolari. …

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Emopoiesi

Il termine emopoiesi o ematopoiesi (dal greco αίμα = sangue e ποιὲω = creare) si riferisce alla formazione e alla maturazione degli elementi corpuscolati del sangue, ovvero il processo di produzione delle cellule del sangue: globuli rossi, le piastrine e i globuli bianchi (granulociti, monociti e linfociti). Voci correlate Sistema emopoietico

Granulocita

Granulociti è il nome collettivo dato a tre tipi di globuli bianchi: neutrofili, eosinofili e basofili. Lo sviluppo di un granulocita può richiedere due settimane, ma questo tempo si riduce in presenza di infezioni batteriche. GranulocitiIl midollo accumula una grossa riserva di granulociti maturi. Per ogni granulocita circolante nel sangue, ci possono essere da 50 …

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Monocita

I monociti sono prodotti nel midollo osseo. I monociti maturi hanno un’aspettativa di vita nel sangue di sole 3-8 ore, ma quando si muovono nei tessuti, maturano in cellule più grandi chiamate macrofagi. I macrofagi possono sopravvivere nei tessuti per lunghi periodi di tempo dove fagocitano e distruggono batteri, funghi, cellule morte e altre sostanze.

Linfocita

I linfociti sono prodotti nel midollo osseo. Producono anticorpi per combattere le infezioni causate dai virus. Riescono a fare questo riconoscendo sostanze estranee che entrano nel corpo attraverso naso, bocca, tagli o ferite e mandando un segnale ad altre cellule, che poi attaccheranno quelle sostanze. Il numero di linfociti aumenta in risposta alle infezioni. Ci …

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Leucocita (globulo bianco)

I globuli bianchi, anche detti leucociti, i sono cellule del sistema immunitario con funzione di difesa dell’organismo da microrganismi patogeni o corpi estranei che penetrano attraverso la cute o le mucose. I globuli bianchi si trovano nel sangue e si distinguono in sei sottogruppi, con funzioni precise: eosinofili, basofili, neutrofili, monociti, linfociti e cellule dendritiche. …

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Linfonodo

I linfonodi, in condizioni normali, sono piccoli organi ovoidali distribuiti lungo i vasi linfatici. Il linfonodo è circondato da tessuto connettivo denso capsulare che invia brevi sepimenti che si addentrano nel parenchima linfonodale e, anche se di grosse dimensioni, sono corti e molto raramente arrivano a lambire la midollare. Il parenchima è costituito da accumuli …

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Eritrocita (globulo rosso)

La produzione di globuli rossi è chiamata eritropoiesi. Occorrono circa 7 giorni ad una cellula staminale commissionata (committed) per diventare un globulo rosso completamente funzionale. I globuli rossi hanno una vita di circa 120 giorni e devono continuamente essere rimpiazzati. L’eritropoiesi è stimolata da una carenza di ossigeno (ipossia ) nel corpo. La diminuzione di …

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Sistema immunitario

Il sistema immunitario è un insieme di cellule, ossia i globuli bianchi (o leucociti), e di strutture molto complesse deputate a difendere l’organismo da qualsiasi forma di attacco esterno o interno che può mettere a rischio la sua integrità. Il sistema di difesa dell’orga­nismo è capace di distinguere le sostanze non pericolose che possono essere preservate da quelle nocive, …

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Timo (anatomia)

Il timo è un organo del corpo umano situato davanti ai grossi vasi del cuore. È estremamente attivo durante l’infanzia; a partire dalla pubertà va incontro ad un processo di regressione che comporta una sostituzione dell’ordinata morfologia descritta con un’organizzazione via via più confusa, ricca di tessuto connettivo e tessuto adiposo. Nell’individuo adulto il timo si riduce …

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Mesenchima

Il mesenchima può essere considerato il tessuto connettivo embrionale, molle e gelatinoso; si infiltra negli spazi tra gli organi primitivi e dentro gli organi stessi. Si forma per migrazione e aggregazione di cellule mesenchimali, derivanti dal mesoderma, ma anche dall’ectoderma e dall’endoderma. Queste hanno un nucleo allungato con cromatina diffusa e grandi nucleoli. Il citoplasma è scarso …

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Mesentere

In Anatomia umana, il mesentere (o mesenterio) è un organo che, a partire dalla parete addominale posteriore, si connette all’intestino mesenteriale (digiuno ed ileo). In Zoologia, un mesentere è una membrana all’interno della cavità corporea di un animale. Il termine identifica diverse strutture in diversi phyla: nei vertebrati è una doppia piega del peritoneo che …

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Tunnel carpale

In Anatomia umana, il tunnel carpale, anche detto canale carpale, è un canale osteo-fibroso situato nella regione palmare del polso; è un passaggio stretto e rigido costituito dal legamento e dalle ossa alla base della mano. Al suo interno passa il nervo mediano ed i nove tendini flessori delle dita che vanno dall’avambraccio alla mano. …

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Tendine

Con il termine tendine ci si riferisce a quella struttura formata da insiemi di fibre (che permettono ai muscoli di fissare le proprie estremità ad un osso o alla pelle consentendo all’apparato contrattile di svolgere le sue funzioni) che ha il compito di “reggere” e “governare” l’energia cinetica espressa dalle strutture contrattili, i muscoli, e …

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Apparato visivo

L’apparato visivo dei vertebrati è formato da due organi esterni pari e simmetrici posti nella regione anteriore della testa, gli occhi, considerati come un’appendice dell’encefalo, sia per derivazione embriologica, sia per una serie di correlazioni funzionali, come la capacità integrativa propria delle strutture nervose, che si ritrova a livello della retina. L’apparato visivo nel suo …

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Emopoiesi (o ematopoiesi)

Il termine emopoiesi o ematopoiesi (dal greco αίμα = sangue e ποιὲω = creare) si riferisce alla formazione e alla maturazione degli elementi corpuscolati del sangue, ovvero il processo di produzione delle cellule del sangue: globuli rossi, le piastrine e i globuli bianchi (granulociti, monociti e linfociti). Sistema emopoietico Il sistema emopoietico è l’insieme degli …

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Glicano

I glicani sono catene di oligosaccaridi; che sono polimeri saccaridici, che possono legarsi ai lipidi (glicolipidi) o agli amminoacidi (glicoproteine). Tipicamente, questi legami si formano attraverso un processo chiamato glicosilazione. La struttura dei glicani, resa complessa dalle molteplici possibilità di legami covalenti che possono instaurarsi tra i gruppi ossidrilici dei carboidrati da cui sono formati …

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Glicoproteina

Le glicoproteine sono molecole che comprendono catene di proteine e carboidrati coinvolte in molte funzioni fisiologiche, incluse le funzioni immunitarie. Sono una famiglia di proteine aventi funzione strutturale o enzimatica, caratterizzate dalla presenza di almeno un amminoacido legato tramite legame covalente ad uno zucchero o ad una catena glucidica. Molti virus hanno glicoproteine che li …

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Mucoproteina (mucoidi)

Si definiscono mucoproteine (dette anche mucoidi) quelle glicoproteine acide sintetizzate dal fegato, in particolare nella fase acuta dei processi infiammatori, contenenti più del 4% di carboidrati, solubili in acqua e non precipitabili nell’acido acetico. Sono presenti, ad esempio, nell’albume delle uova, nel siero del sangue e nel tessuto cartilagineo. Elevati livelli sierici di mucoproteine rappresentano un indice …

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Osteocita

Gli osteociti derivano dagli osteoblasti quando questi restano intrappolati nella matrice ossea e sono cellule meno attive dei loro precursori; presentano una forma appiattita, a mandorla, e sono provvisti di numerosi e sottili prolungamenti: il corpo cellulare è ospitato all’interno di una cavità detta lacuna ossea, i prolungamenti nei canalicoli ossei. Il citoplasma è debolmente basofilo, …

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Osteoblasto

Gli osteoblasti sono responsabili della produzione della matrice extracellulare, sono cellule piuttosto grandi, cuboidali, citoplasma basofilo, nucleo eucromatico, nucleolo evidente (per l’elevata attività di sintesi proteica); sono situate sulla superficie del tessuto osseo in via di deposizione.

Osteoclasto

Gli osteoclasti sono grossi sincizi (diametro 20-100 µm) multinucleati (contenenti alcune decine di nuclei), derivano dalla fusione di monociti e sono i responsabili del riassorbimento del tessuto osseo. Sono localizzati nelle lacune di Howship, cavità derivate dalla loro azione erosiva. La matrice extracellulare è costituita da componenti organici (osteoide) ed inorganici; l’osteoide presenta numerose fibre …

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Matrice extracellulare (metaplasma)

In Biologia, la matrice extracellulare (spesso abbreviata con MEC) o metaplasma rappresenta la più complessa unità di organizzazione strutturale dei tessuti degli organismi viventi. Sebbene la sua funzione principale sia di fornire un’impalcatura essenziale per le cellule, la matrice extracellulare riveste un ruolo centrale in gran parte dei processi metabolici tra l’ambiente intra ed extracellulare; …

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Glicosamminoglicano (GAG)

I glicosaminoglicani, o glucosamminoglicani, (noti anche come mucopolisaccaridi), sono composti polisaccaridi a carica negativa, ossia: lunghe catene “non ramificate” formate da unità disaccaridiche che continuano a ripetersi in ordine determinato alternando un amminosaccaride, cioè contenente un gruppo funzionale amminico (-NH2) al posto di un semplice gruppo funzionale idrossilico (-OH) e un monosaccaride in genere acido …

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Proteoglicano

Il proteoglicano è una macromolecola composta da un asse proteico (core) a cui sono unite covalentemente lunghe catene di disaccaridi o glicosamminoglicani (GAG); sono grosse molecole che si legano bene all’acqua e regolano il trasporto di acqua e elettroliti consentendo gli scambi con le cellule confinanti. Il reticolo che ne risulta funziona anche da filtro …

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Linfocita

I linfociti sono cellule generalmente piccole, occupate da un nucleo centrale, rotondo, molto evidente, circondato da un sottile anello di citoplasma. La caratteristica morfologica principale di queste cellule, oltre alle piccole dimensioni, è sicuramente quella di essere molto colorabili, indifferentemente dal metodo di colorazione usato. Per svolgere adeguatamente la propria funzione i linfociti hanno la caratteristica di …

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Tessuto linfoide

l tessuto linfoide è un particolare tessuto connettivo caratterizzato dall’essere composto in gran parte da cellule dette linfociti sostenute da una fitta rete connettivale. Le cellule che lo compongono vengono generate in organi detti organi linfoidi primari, si spostano nei diversi distretti corporei mediante la circolazione sanguifera e linfatica (e quindi nel contesto dei tessuti …

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Milza

La milza è un grosso organo linfoide localizzato nella cavità addominale, a sinistra, sotto al muscolo diaframma. Essa è circondata da una spessa capsula connettivale da cui si dipartono numerosi e spessi setti connettivali che, pur addentrandosi profondamente nell’organo, non lo dividono in lobi e che diventano progressivamente più piccoli fino a formare una sottilissima …

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Istologia

L’istologia (dal greco ἱστός (histós), tela e λόγος (lógos), studio) è la branca della biologia che studia le cellule che compongono i diversi tessuti cellulari (vegetali e animali) sia da un punto di vista morfologico che funzionale. L’istologia si applicata alla medicina, dove riveste un ruolo importante nell’anatomia patologica e nella descrizione dei fenomeni morbosi, essenziale anche per le …

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Emoglobina

L’emoglobina (Hgb) è una proteina che si trova nei globuli rossi. Questa proteina è quella che fa diventare rossi i “globuli rossi”. li lavoro dell’emoglobina è di raccogliere l’ossigeno nei polmoni, trasportarlo nei globuli rossi, e infine liberarlo nei tessuti che ne hanno bisogno come il cuore, i muscoli, e il cervello. L’emoglobina rimuove anche …

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Mucina

Si definiscono mucine quelle glicoproteine complesse (proteine glicosilate ad alto peso molecolare) costituite per il 50% da catene di zuccheri (glicani) contenenti meno del 4% di carboidrati, insolubili in acqua e precipitabili nell’acido acetico. Le mucine sono complessi eterogenei di mucoproteine, mucopolisaccaridi neutri e acido mucoitin-solforico (complesso formato da catene di unità di acetil-glucosammina, solfati …

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Leucotrieni

I leucotrieni sono molecole lipidiche che contribuiscono ai processi infiammatori e/o ai meccanismi dell’immunità. Sono coinvolte nelle reazioni asmatiche, allergiche ed infiammatorie. I leucotireni vengono sintetizzati a partire dall’acido arachidonico, grazie all’azione dell’enzima 5-lipossigenasi. Sono secreti dai mastociti (quando si scatena la risposta immunitaria all’antigene provocando un aumento della permeabilità vasale e la contrazione della …

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Ossido nitrico

L’ossido nitrico è un gas prodotto naturalmente dall’organismo, per permettere la comunicazione fra le cellule. È un mediatore endogeno prodotto dalle mastcellule per mezzo dell’enzima ossido nitrico sintetasi (NOS). Rilasciato all’esterno, l’ossido nitrico ha un’azione vasodilatatrice. L’ossido nitrico controlla la circolazione del sangue e diverse altre funzioni a livello del cervello, dei polmoni, del fegato, dei …

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Mastocita (o mastcellula)

Le mastcellule o mastociti o mastzellen (scoperte da Paul Ehrlich) sono cellule immunitarie grandi (di diametro pari a 20-30 µm nell’uomo), nei mammiferi hanno forma ovale o sferica o affusata, priva di prolungamenti; sono cellule mobili. Hanno origine nel midollo osseo (durante l’ematopoiesi) e sono presenti in tutti i tessuti, in particolare hanno la tendenza a depositarsi nei vasi sanguigni e linfatici; …

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Istamina

L’istamina è un vasodilatatore, di conseguenza, la degranulazione di istamina causa incremento della permeabilità vascolare. La degranulazione di istamina si verifica durante una reazione infiammatoria e questo processo ha una specifica funzione. L’incremento della permeabilità vasale, infatti, permette l’arrivo delle altre cellule immunitarie quali eosinofili, neutrofili, monociti, linfociti T, e delle piastrine nel focolaio di …

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Eparina

L’eparina è un anticoagulante e viene rilasciata dai mastociti, nei pressi dei vasi sanguigni del tessuto connettivo lasso, per evitare la coagulazione delle proteine plasmatiche uscite fuori dai capillari sanguigni.

Abisso

In Oceanografia si definisce abisso come la massima depressione di una fossa oceanica (profonda fossa longitudinale nel fondale di un oceano), solitamente situata ai margini della piana abissale. Anche in Speleologia si indica con il termine abisso una cavità molto profonda. Talvolta con questo termine s’intende anche una grande depressione su un corpo celeste che …

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Abiotico

Letteralmente «che non permette la vita», dal greco ἀ– (án– →prefisso privativo/inversivo), βιως  (bios → vita ) e τικόν (tikón → relativo a); non vivente, inanimato, caratterizzato dall’assenza di vita, costituito da materia inorganica. In Ecologia, con il termine abiotico si indica una zona, ambiente o luogo, non popolato da alcun organismo vivente (forma di vita), in quanto non favorevole allo …

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Tessuto secretore

I tessuti secretori sono tessuti vegetali definitivi atti alla produzione di sostanze capaci di difendere la pianta da attacchi di patogeni attenuandone gli effetti o prevenendone l’azione. Si riconoscono tre strutture dei tessuti secretori: vasi laticiferi, canali secretori e peli secretori. Sono organizzati in modo molto variabile, possono essere interni o esterni alla pianta, comprendono singole cellule, …

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Sclerenchima

Lo sclerenchima (tessuto sclerenchimatico) è, assieme al collenchima, un tessuto vegetale definitivo (tessuto meccanico) presente esclusivamente nelle spermatofite. Questo tessuto conferisce elasticità, ed ha il compito di irrobustire ed irrigidire gli organi che hanno terminato la loro crescita. Le sue cellule possiedono una parete secondaria, cioè uno strato di parete all’interno della parete primaria, che frequentemente subisce un …

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Collenchima

Il collenchima (tessuto collenchimatico) è un tessuto vegetale definitivo formato da cellule allungate e vive, con un grosso vacuolo centrale che preme il citoplasma contro la parete cellulare. Fa parte, insieme allo sclerenchima, dei tessuti meccanici. Si trova nelle piante superiori vascolari (spermatofite). Le cellule collenchimatiche si riconoscono facilmente in sezione perchè hanno una parete …

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Tessuto meccanico

I tessuti meccanici sono una tipologia di tessuti vegetali definitivi che riescono, attraverso un ispessimento della parete cellulare, a opporre una forza contraria a sollecitazioni esterne provocanti fenomeni di piegamento, torsione e trazione. La rigidià dei tessuti vivi della pianta dipende dal turgore cellulare. Questo tipo di sostegno è sufficiente solo in organi molto piccoli e giovani, …

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Periderma

In istologia vegetale, si indica con periderma l’insieme di tessuti tegumentali di origine secondaria che si forma in seguito all’attività del fellogeno. Le parti lignificate della pianta sono protette da un tessuto tegumentale secondario, il periderma, che si forma in seguito all’attività del fellogeno o cambio subero-fellodermico che produce: verso l’esterno il sughero, privo di spazi …

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