Mastocita (o mastcellula)

Le mastcellule o mastociti o mastzellen (scoperte da Paul Ehrlich) sono cellule immunitarie grandi (di diametro pari a 20-30 µm nell’uomo), nei mammiferi hanno forma ovale o sferica o affusata, priva di prolungamenti; sono cellule mobili.

Hanno origine nel midollo osseo (durante l’ematopoiesi) e sono presenti in tutti i tessuti, in particolare hanno la tendenza a depositarsi nei vasi sanguigni e linfatici; sono presenti anche nelle terminazioni nervose, nella cute e negli apparati cardiovascolare, gastroenterico e respiratorio, oltre che nella tonaca esterna dei grossi vasi, nel mesentere e nelle capsule del fegato.

Presentano nel citoplasma numerosissimi granuli basofili, dotati di membrana, contenenti varie sostanze tra le quali istamina ed eparina, quest’ultima responsabile della metacromasia al blu di toluidina. Inoltre, contengono delle gocce lipidiche ricche di acido arachidonico. Quando il contenuto dei granuli dei mastociti viene rilasciato all’esterno delle cellule, si verifica un processo noto come degranulazione dei mastociti. La quantità dei granuli varia con lo stato funzionale della cellula, a volte i granuli sono così addensati da nascondere il nucleo, generalmente di dimensioni ridotte, sferico e in posizione centrale.

Nei Bassi Vertebrati le mastcellule presentano forma irregolare ed in certe specie (es. gli anfibi urodeli) possono avere corpo cellulare piccolo, con numerosi prolungamenti molto estesi.

Sia morfologicamente che dal punto di vista chimico, i mastociti sono molto simili ai leucociti basofili del sangue che contengono anche granuli basofili metacromatici ricchi di eparina ed istamina. Questi due tipi cellulari, comunque, sono indipendenti. Durante lo sviluppo embrionale, i mastociti si differenziano dalle cellule mesenchimali.

Iperattività mastocitaria

I mastociti rilasciano mediatori chimici, come l’istamina, e stimolano così il processo infiammatorio. Sono coinvolti dunque nelle reazioni allergiche e in alcune patologie autoimmuni in cui si attuano fenomeni infiammatori, come nel caso dell’artrite reumatoide e della sclerosi multipla.

Le mastcellule mature hanno limitata capacità proliferativa, che aumenta in caso di infezioni. I mastociti presentano sulla loro membrana le immunoglobuline IgE che, in caso di interazione con un agente irritante o infettivo, si attivano rilasciando mediatori chimici (processo di degranulazione) e stimolando così il processo infiammatorio (tipicamente ciò accade nei tessuti maggiormente vulnerabili come bocca, naso, vescica, polmoni, uretra, eccetera). Quando sono già state sensibilizzate contro un antigene (per mediazione delle plasmacellule), sulla loro superficie rimangono (legate ai recettori) le immunoglobuline specifiche per quell’antigene e quando si verifica una seconda esposizione al medesimo antigene il riconoscimento è immediato e provoca una veloce degranulazione nell’ambiente circostante.

In questo processo di degranulazione, nel secreto sono presenti: istamina, sostanza P, leucotrieni, NGF. La liberazione di queste sostanze costituisce la normale risposta difensiva agli attacchi esterni; tuttavia, se gli attacchi sono costanti e freqenti, i mastociti subiscono una ipersensibilizzazione, e rilasceranno nei tessuti più sostanze di quelle in realtà necessarie. Ne consegue una cronicizzazione di infiammazione e dolore, in cui i mastociti rimangono sempre in stato di allerta, anche in assenza di batteri o agenti irritanti.

La degranulazione di istamina permette l’incremento della permeabilità vasale,e di conseguenza, permette l’arrivo di altre cellule immunitarie quali eosinofili, neutrofili, monociti, linfociti T, e delle piastrine nel focolaio di infiammazione per attaccare l’antigene o, nel caso di infezione, il patogeno. È doveroso evidenziale che i mastociti intervengono nel processo infiammatorio grazie ai corpi lipidici, contenenti acido arachidonico e ad altri elementi quali: interleuchine, fattori chemiotattici e ossido nitrico.

In alcune situazioni patologiche l’eccessiva quantità di istamina rilasciata a seguito della degranulazione mastocitiaria determina una reazione allergica, detta degranulazione anafilattica, responsabile di reazioni allergiche, di ipersensibilità immediata e anafilattica (shock anafilattico). Altri sintomi includono: prurito, dispnea, orticaria, senso di soffocamento, ipotensione, svenimento, vertigini, poliuria.

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