Il carico di rottura (in inglese Ultimate Tensile Strength, UTS) è la massima tensione ingegneristica che un materiale è in grado di sopportare quando è sottoposto a un test di trazione monoassiale prima che si verifichi la frattura o l’instabilità del materiale stesso (strizione).
Sulla curva sforzo-deformazione ingegneristica, il carico di rottura rappresenta il punto di massimo globale. Si calcola dividendo la massima forza raggiunta durante la prova per l’area della sezione trasversale iniziale del provino:
Nei materiali duttili (come l’acciaio dolce o l’alluminio), il raggiungimento del carico di rottura segna l’inizio del fenomeno della strizione (riduzione localizzata della sezione trasversale), dopodiché la forza necessaria per continuare ad allungare il provino diminuisce fino alla rottura effettiva. Nei materiali fragili (come ghisa, vetro, ceramici), il carico di rottura coincide quasi esattamente con la tensione alla quale avviene la frattura improvvisa, senza presentare deformazioni plastiche significative.
Nel dimensionamento strutturale, la tensione ammissibile di progetto viene spesso definita applicando un opportuno coefficiente di sicurezza al carico di snervamento per i materiali duttili, e al carico di rottura per i materiali fragili.