Dispersione

In Fisica, con il termine dispersione si indica il fenomeno per cui, in un dato mezzo, la velocità di propagazione di un’onda dipende dalla sua lunghezza d’onda. La particolare legge che, di caso in caso, descrive la dipendenza della velocità dalla lunghezza d’onda si chiama legge di dispersione. La legge di dispersione si può rappresentare in molti modi, perché le onde sono descritte da molte grandezze diverse non tutte indipendenti tra loro (vedi grandezze fondamentali delle onde). Tipicamente nelle applicazioni si usa indicare la dipendenza della frequenza dalla lunghezza d’onda.

In Chimica si definisce con il termine dispersione un sistema stabile, o instabile, costituito da più fasi in cui la prevalente è detta “fase disperdente” e le altre sono dette “fasi disperse”.

Quando, in una soluzione, un soluto è presente con atomi, ioni o molecole di dimensioni particolarmente piccole si parla di soluzione vera. Caratteristica delle dispersioni è che le varie fasi sono eterogenee e che le fasi disperse hanno dimensioni superiori alle grandezze colloidali (diametro > 1 μm). Altrimenti, quando le dimensioni delle particelle del soluto risultano comprese tra 1 e 1000 nm, si parla di soluzione falsa, o dispersione colloidale. In una soluzione vera il soluto è disperso nel solvente a livello di singole molecole o ioni, ciascuno di essi circondato da molecole di solvente (si parla più precisamente di solvatazione).

Se la fase disperdente è liquida si possono avere: schiume quando la fase dispersa è gassosa, emulsioni quando è liquida e sospensioni quando è solida.

Se la fase disperdente è gassosa, si parla di nebbia quando la fase dispersa è liquida e di fumo se è solida.

Se la fase disperdente è solida, si parla di corpo poroso quando la fase dispersa è gassosa; di gel quando la fase dispersa è liquida e di composito se la fase dispersa è solida.

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