Il termine jet (o motore a getto, o turbina a gas per uso propulsivo) designa una vasta famiglia di motori a reazione (esoreattori) impiegati massicciamente nell’aviazione militare e commerciale per garantire spinte elevate a regimi transonici o supersonici.
Il principio propulsivo si fonda sul Terzo Principio della Dinamica di Newton (azione e reazione) e sulla conservazione della quantità di moto: l’aereo viene spinto in avanti dalla forza di reazione generata dall’espulsione accelerata verso la parte posteriore di un flusso di gas (aria e prodotti di combustione).
Nell’architettura classica di un turbogetto (turbojet), il ciclo termodinamico di riferimento è il ciclo di Brayton-Joule e si articola in quattro fasi:
- Aspirazione e compressione: l’aria frontale viene incamerata e compressa da un compressore rotante (assiale o centrifugo) innalzandone drasticamente pressione e temperatura.
- Combustione: l’aria compressa entra in camera di combustione, dove viene miscelata e incendiata con combustibile (cherosene), producendo gas in espansione ad altissima energia.
- Espansione (Turbina): i gas roventi attraversano una turbina a pale, cedendole parte dell’energia meccanica. La turbina è calettata sullo stesso albero del compressore, e serve esclusivamente a mantenerlo in rotazione autonoma.
- Scarico (Ugello): i gas residui, ancora ad altissima pressione, vengono fatti espandere e accelerare in un ugello di scarico conformato (convergente o de Laval), generando la spinta utile che muove il velivolo.
Oggi, i puri turbogetti sono stati soppiantati sui voli di linea dai turbofan (turboventole ad alto rapporto di bypass), molto più efficienti a velocità subsoniche e notevolmente più silenziosi.